The Wall – Padova

Ultimo week-end dei Luglio. Il tragitto Milano – Padova si trasforma in una sofferenza lunga quasi sei ore. Arriviamo nei pressi dello stadio sulle note di “In the flesh”. Le imprecazioni sono copiose. Muovo i primi passi sul prato e vedo il palco. Resto senza fiato, senza parole e con una pelle d’oca che andrà via dopo parecchi minuti ma che ritornerà prepotente e a più riprese.  “The Wall” è il mio disco da isola deserta. Lo ascolto da più di vent’anni e ogni volta riesce a sorprendermi. C’è tutto lì dentro. Non posso descriverlo, e nemmeno ne sarei capace. Posso solo ringraziare chi ha condiviso con me queste emozioni.

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